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Nel 2016 il Consiglio Direttivo di AIDI, ed in particolare il Gruppo di lavoro sulla didattica, affrontò il tema della presenza del Gruppo Scientifico Disciplinare IIND-05/A, di Impianti Industriali (Industrial Systems Engineering) nei Dottorati di tutti gli atenei italiani. Dalla analisi riassunta nel documento, emergeva una presenza diffusa nei dottorati di almeno un membro del SSD, ma la sua rilevanza in termini percentuali, tranne alcune eccezione, era molto ridotta. Questa situazione, in cui molti altri SSD dell’ingegneria industriale si trovano, ha alcune chiare ragioni ed altrettante gravi conseguenze.
Le ragioni si possono riassumere:
Le conseguenze, fra le altre sono:
Da queste premesse è nata da subito l’idea che “l’unione può fare la forza”. I dottorati che non hanno le dimensioni sufficienti per un’ampia e qualificata offerta didattica di terzo livello per il nostro SSD potrebbero “consorziarsi” in modo informale e mettere in comune le attività didattiche, facendo leva, laddove possibile, anche sugli strumenti di teleditattica e video conferenza, sempre più diffusi nei nostri atenei.
Quello che si propone a tutte le sedi nelle quali sono presenti gruppi del SSD, in uno spirito di reciprocità, di stabilire una rete di fruizione di attività didattiche, corsi e seminari per i dottorandi, consentendo, da una parte, la partecipazione di dottorandi di altre sedi usufruire della didattica di interesse per il SSD erogata nella propria sede, certificando l’acquisizione del credito formativo anche in teleconferenza, e dall’altra consentendo ai propri dottorandi di conseguire crediti negli altre sedi consorziate, riconoscendoli senza particolari appesantimenti burocatrici.